Intervista a Francesca Lo Buglio

INTERV.

Francesca Lo Buglio aderisce al Movimento Educativo Filosofiacoibambini®.
Lavora in qualità di Membro Ufficiale del Team su Palermo e Provincia.

Abbiamo scelto d’intervistarla, ringraziandola pubblicamente
per il grande impegno umano e professionale che ogni giorno mette
nel Progetto, diffondendo il Metodo Educativo Filosofiacoibambini®.

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Come ti senti quando lavori al progetto Filosofiacoibambini®?

Il progetto Filosofiacoibambini® è entrato a far parte della mia vita nel momento in cui iniziavo a delineare i contorni di quello che doveva essere il mio futuro con una laurea in filosofia e un figlio, il quale, cresceva insieme a una mia nuova consapevolezza nei confronti degli studi filosofici, molto differente da quella dei primi anni universitari, molto più pragmatica ed essenziale. Una nuova consapevolezza maturata insieme al mio ruolo da genitore, ma soprattutto, educatore e guida di quello che oggi è un bambino ma che domani sarà un adulto, un individuo sociale che in qualche misura contribuirà, nel bene o nel male, a costruire un pezzettino in più del futuro dell’umanità. Nel momento in cui questi pensieri si facevano strada nella mia testa, conoscere questo nuovo metodo educativo, che comporta un nuovo e diverso approccio nei confronti del bambino, ha reso subito chiara nella mia mente quella che era la mia strada. Entrare in classe, non ogni giorno nella stessa, incontrare circa 80 bambini diversi, ognuno portatore di un piccolo e diverso pezzo di mondo, non solo il suo personale, ma anche frutto di un contesto familiare e sociale che, nella maggior parte dei casi, è differente per ciascuno; non ricoprire il ruolo dell’insegnante, educatore, mediatore, o qualsivoglia soggetto che tende ad indirizzare i loro pensieri e saperi, ma semplicemente di Filosofocoibambini, ovvero, di un personaggio che si muove all’interno della classe, né davanti a loro, né dietro, ma CON loro, con piccoli e a volte impercettibili interventi, semplicemente per mettere insieme le loro idee, punzecchiando la loro immaginazione. Tutto questo è crescita personale, giorno dopo giorno, è un continuo mettersi in discussione, abbattersi per poi ricostruirsi, ogni giorno più forti del precedente, ma allo stesso tempo più deboli, perchè l’obbettivo in classe non è costruire certezze bensì domande.

Come ha influito sulla tua vita l’incontro con questo Progetto Educativo?

Filosofiacoibambini® non è stato per me l’incontro con un nuovo Metodo o Progetto Educativo, bensì la riscoperta di un qualcosa che si era assopito negli anni dentro di me, dopo l’infanzia: ritornare a quando, negli anni della scuola elementare, mi chiudevo nella mia cameretta a scrivere poesie o inventare storie, magari raccontandole ad un pubblico di bambini immaginari. Ritrovarsi da adulta ad assistere ogni giorno ai giochi nei mondi immaginari di mio figlio ha risvegliato in me quei momenti, riportandomi a credere che utilizzare la via dell’immaginazione è l’unica strada realmente percorribile, perchè sempre in continuo cambiamento e miglioramento. Ancor più veder schizzare dai banchi e dalle sedie bambini sempre pieni di nuove idee, che potrebbero risultare strambe ma che in realtà sono il frutto di un ragionamento fresco, dinamico ma allo stesso tempo ben preciso e argomentato (seppur in termini semplici, magari anche in pensieri un po sgrammaticati), ebbene tutto questo ha dato uno slancio in più alla mia vita ed una voglia, quotidianamente rinnovata, di credere in un domani migliore.

Quali aspetti del metodo Filosofiacoibambini®
sono più difficili da tradurre nella tua quotidianità?

Credo che uno degli aspetti più complessi sia quello del non aver alcun tipo di risposta o contenuto da dare ai bambini. Rassicurarli del fatto che ogni loro pensiero o idea potrebbe essere quella che in fondo stanno cercando, senza dover temere il giudizio di un insegnante o un adulto che voglia condurli da qualche parte che non sia quella verso cui loro erano diretti. Per far tutto questo, è necessario un profondo lavoro su se stessi, una continua epoché fenomenologica, una sospensione  del giudizio che sembra impossibile da raggiungere entro quella che è oggi la società del giudizio nei confronti di ogni aspetto del reale, delle etichette e delle diagnosi, nella quale i primi a subirne le conseguenze sono proprio i bambini. Riuscire a lasciar fuori dalla classe tutto questo assumendo un atteggiamento di sicurezza nei confronti dei bambini ma soprattutto, trasmettendo allo stesso tempo quella vuotezza di contenuti che caratterizza il filosofocoibambini in classe, in modo da stimolare in essi la voglia di costruirne propri, riuscendo a mostrare soltanto con il proprio atteggiamento o con un semplice movimento del corpo, spesso senza alcuna parola, che qualsiasi giudizio o contenuto può sempre trovarsi in un continuo divenire, in modo da tener vivo in essi l’entusiasmo del mettersi in discussione, spingendoli ad una riflessione ed un ragionamento ipotetico-deduttivo costante.

Quale è stata la soddisfazione più grande raggiunta finora lavorando al progetto?

Una delle maggiori conquiste raggiunte in questi mesi, è stata senza dubbio quella di riuscire a mettere in pratica e rendere attuale quella che è la vera essenza del discorso filosofico, specialmente in un ambito,l’infanzia, che sembra essere l’antitesi di quello che è il pensiero comune sul termine Filosofia, il quale, risulta apparire agli occhi di molti fatto esclusivamente di teoria, termini e ragionamenti complessi. Accostare la filosofia al mondo del bambino, fatto di poche (che in classe possono diventare tantissime) e semplici parole ma di tanto ragionamento, immaginazione e soprattutto meraviglia è stato di sicuro una delle più grandi soddisfazioni, specialmente quando tale lavoro, non in tutti i casi ma spesso, veniva compreso dagli insegnanti che entusiasti seguivano ed accompagnavano i bambini.

Quali consigli daresti a chi volesse avvicinarsi al movimento Filosofiacoibambini®?

Innanzitutto, essere pronti a mettersi in gioco. Uno dei maggiori ostacoli, specialmente nel primo periodo, è la diffidenza nei confronti del nuovo. Riuscire a credere fermamente in quelli che sono i principi del metodo filosofiacoibambini ed essere pronti a lavorare su stessi quotidianamente per portarli avanti nel più adeguato dei modi. Dal primo momento in classe, dal primo bambino incontrato ed ogni giorno sempre di più, sarà necessario mettere in discussione tutte quelle che sono le sicurezze che ci hanno accompagnato nel corso della nostra vita e fino a quel momento, pur consapevoli del fatto che all’alba di un nuovo giorno anche quelle nuove prospettive che con fatica siamo riusciti a ricostruire potrebbero crollare da un momento all’altro. Ogni mano alzata potrà fornirci un nuovo modo di vedere le cose che ci sembrerà migliore del precedente, perciò dovremo essere pronti ad accogliere tutto questo come un dono che riceviamo e non come qualcosa che noi offriamo ai bambini. In fondo “non sono i bambini ad aver bisogno della filosofia ma è la filosofia ad aver bisogno dei bambini!”.

Parlaci della tua terra, la Sicilia, degli obiettivi presenti e futuri.

La Sicilia è una terra viva che sin dalla nascita diventa parte di colui che la abita. I suoi profumi, i suoi sapori, i suoi rumori, sono unici ed inconfondibili. La sua storia travagliata e profonda, simbolo dell’incontro di due culture così diverse, l’Oriente e l’Occidente, specialmente la splendida provincia di Palermo in cui sono nata e a pochi chilometri di distanza dal paese in cui vivo, è l’emblema della storia non soltanto italiana ma anche europea e araba.  Non  è stato semplice per me e per le mie colleghe della zona, Marianna, Veronica, Doriana, riuscire a far si che questa nuova realtà che è Filosofiacoibambini venisse compresa ed in qualche modo accettata. Paradossalmente, l’appoggio più importante è nato non dalla Città ma dai paesi limitrofi come Bagheria o, addirittura, piccoli paesini come Caccamo. Nonostante i disagi iniziali la nostra coesione e determinazione ci ha portate ad ottenere grandi risultati raggiungendo tante scuole e soprattutto tantissimi bambini nell’arco di nemmeno un anno. L’obiettivo del team siciliano, è quello di riuscire a raggiungere gran parte del territorio della nostra Isola ed insieme, ognuna con il massimo dell’impegno, stiamo viaggiando a vele spiegate, affinché questo nuovo modo di intendere l’educazione divenga una realtà costante e sia per i nostri bambini, domani adulti, la scintilla iniziale per ripensare  la nostra Isola come un germoglio da curare e custodire con cura e amore e non come un fiore essiccato al quale strappare le radici.

Cosa auguri al progetto per il futuro?

Il mio augurio per noi tutti Filosoficoibambini, ma soprattutto per questa perla così preziosa che è il metodo che portiamo avanti e custodiamo con cura, è quello di crescere insieme alla nostra esperienza quotidiana in classe: migliorarsi e perfezionarsi grazie all’incontro con ogni nuovo e diverso bambino, essere in continuo divenire, non dare mai nulla per scontato in modo da dimostrare la purezza e l’umanità che stanno alla base del metodo, al fine di non vanificare tutti gli sforzi, la passione, il coraggio e la tenacia che ognuno di noi ogni giorno porta in classe non curandosi delle difficoltà.

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