L’orso mancino

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“La mente creativa é in grado di pensare qualcosa che nessuno ha ancora pensato, guardando qualcosa che ognuno vede” (Schopenhauer).


Viviamo nel mondo, ne godiamo, e spesso ci accontentiamo di questo.
Esso appare a tutti come dato, e ciò che è dato è ben difficile
che venga problematizzato. 

Per fortuna, però, c’è qualcuno che fin dalla nascita s’incuriosisce
e si meraviglia del mondo delle cose date: i bambini.

Sembra che posseggano un potere speciale…

Come piccoli scienziati in un laboratorio, con il loro approccio ludico,
osservano e prendono le cose, le smontano, le sperimentano,
le ricostruiscono a piacere. Grazie a questi esperimenti,
la loro visione sulle cose raggiunge i 360°.

Vagliando con questo metodo tutti i vari enti
che compongono la realtà, l’avventura comincia,
già in età prescolare, dalle parole : 
«Ma come, non lo sai?
Un destrorso è un orso che scrive con la destra!»

Me l’ha detto C., una bambina di sei anni.

Ecco compiuta la magia: C. mi ha presentato un’alternativa
alla definizione di “destrorso”, lontana dal suo significato
condiviso ma allo stesso tempo coerente nella sua
costruzione, alla quale io, adulta,
non avrei mai pensato.

L’esplorazione prosegue con gli oggetti e le realtà più astratte.
I bambini, maestri del gioco simbolico (“Facciamo finta che…”)
applicano il loro metodo analitico ad un oggetto o un ruolo,
studiandolo in tutte le sue sfumature e declinazioni.

Così un bastone diventa un cavallo alato,
una maestra può essere messa in castigo,
oppure il letto diventa una navicella spaziale.

Tutti questi esperimenti non sono altro che le prime
manifestazioni di una preziosa capacità di considerare
alternative allo status quo, abilità che garantisce a chi la
possiede il potere di sospendere per alcuni attimi
certe prospettive di verità, in favore di altre:
originali, personali, private.

A noi adulti il compito di fare un passo indietro,
evitando di preoccuparci se i bambini pronunciano
male le parole, danno definizioni fantasiose o si dilettano
a categorizzare la realtà (a modo loro). Sarà il confronto,
a volte duro, con quest’ultima a confermare
o respingere quel significato,
uso o definizione. 

Io: «Benissimo, quindi un orso che scrive
con la sinistra è un sinistrorso?»

C. : «Ma noooo che dici?
Un orso che scrive con la sinistra è mancino!»

Esercizio per adulti: 

impariamo dai bambini quel potere quasi magico
di osservare le cose a 360°, così da ritornare
a esplorarle, a problematizzarle,
a scoprirle di nuovo.

A fronte di questo mondo di cose date gratuitamente,
i bambini, per primi, comprendono che la ricchezza sta
nella complessità, e nella capacità di sfuggire alla necessità.
Come ci riescono? Vagliando con libertà
ogni possibilità venga loro in mente.

Sofia Iacomussi

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